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Benvenuti nel blog di Manuel Zacchè!

19 luglio 2009
L'inizio di un cammino
Che cos'è il Partito Democratico oggi, e cosa diventerà domani? E' questo il pensiero che mi ha accompagnato il giorno in cui mi sono iscritto al circolo a me più vicino. L'impressione è di un partito costruito a tavolino, in cui viene a mancare la capacità di mettersi in gioco. Dai dirigenti nazionali raramente ho potuto vedere la voglia di sacrificarsi, l'esigenza di rinunciare ad interessi particolari per potersi dedicare alla costruzione di un progetto politico valido, concreto e soprattutto utile. Perchè se un partito non è d'aiuto alle persone, allora a cosa serve? Inizio questa nuova e non facile avventura sapendo che sono molti i punti su cui lavorare per dare vita ad un soggetto politico partecipato dal basso, coeso ed al passo con le sfide che ci attendono. Si tratta di una sfida il cui risultato è tutt'altro che scontato: le sorti dei riformisti italiani passano da qui. Sconfiggiamo la tentazione di stare a guardare come si evolve la situazione, per poi decidere come muoverci. Scendiamo in campo col nostro pensiero indipendente, sempre propositivo ed all'occorenza critico, alternativo. Il Pd oggi ne ha bisogno, per capire e progettare cosa farà da grande. Questa premessa è doverosa per specificare che, è vero, molte cose non funzionano come dovrebbero; ma d'altro canto, tutte le volte che si vuole innovare si attraversa una fase di smarrimento, in cui ci si concentra sui difetti, finendo per trascurare ciò che invece va bene. E' importante evitare di essere polemici a tutti i costi, dando il giusto valore alle cose: siamo all'inizio di un cammino. Condividiamo questo percorso? Bene, allora partecipiamo per arricchire il dibattito. Ci sono aspetti ambigui o che non vediamo di buon occhio? Un motivo in più per non fare finta di nulla: proviamo ad agire per correggere il tiro. Io da qualche giorno possiedo la tessera del partito, ed invito tutte le persone che possono a farla. Logico, l'iscrizione deve essere un punto d'arrivo, dietro ci devono essere un percorso, una storia. In questi giorni mi son detto: non si può sprecare tutto questo patrimonio di esperienze, e non è giusto lasciare alle solite (e poche) persone partecipanti il dovere di costruire qualcosa di nuovo.

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